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Non accettare leggi inique

 A Fatima la Madonna avverte del pericolo del comunismo che diffondendosi ovunque avrebbe seminato l’orrore della guerra, l’orrore della dittatura, ma soprattutto l’orrore di togliere la libertà dell’intelligenza e della volontà alle persone che sarebbero state vittime e schiave. Oggi noi italiani ci siamo meritati  questo grande “castigo” del comunismo. Siamo giunti ad una apostasia pratica, ad un materialismo, che viene inserito in ogni spazio della società ed è premiato dalla massoneria di tutti i tipi, quella che ti elogia, quella che ti fa arrivare in cima alla tua ambizione sociale, quella massoneria che oggi ti dice: “Vuoi essere qualcuno nel mondo? Allora segnati nella fronte e nella mano a sii tu un “iniziato”, allora diventerai qualcuno che conta nel mondo”. La Madonna si preoccupa di questa “consacrazione” tutta dedita al “male”, che avrà un tempo, ma dopo avrà un tempo peggiore.
In ogni luogo, dove la Madonna è apparsa, è venuta per “richiamare” con un contesto di Messaggio vario, ma tutte le volte in quelle zone è venuta la guerra o la guerra etnica o la guerra sociale o la guerra politica.La Madonna sceglie il “calcagno” geografico dell’Italia per richiamare la Roma cristiana, ma anche la Roma pagana, che non è solo la Roma del popolo, ma anche la Roma ecclesiale. Questo monito ce lo invia nel segno dell’Incarnazione. A Manduria Ella ha detto: “RiportateMi i Miei pastori!” È una frase gravissima. Viene con la Corona della lacrime con 2 elementi nuovi rispetto a quella dettata in altri luoghi: l’Olio e il Sangue.
Siamo nel momento della storia descritto dal sogno di don Basco: siamo al punto in cui c’è una grande Nave che sta facendo una navigazione assai tormentosa. Su di essa c’è un uomo vestito di bianco che tiene il timone. Sembra non farcela ma vi si aggrappa con tutto il suo cuore quasi a dire: “Se non ce la farò con le mani, ce la farò con la forza di tutta la mia anima”. Alla fine per la caparbietà di quest’uomo vestito di bianco si ravvisa da lontano la terra ferma, la terra promessa.

Bergamo come Medjugorie, il Vaticano non crede all'apparizione della Madonna


Bergamo come Medjugorie, il Vaticano non crede all'apparizione della Madonna
Città del Vaticano – La Madonna non è mai apparsa in un paesino in provincia di Bergamo anche se la Chiesa ne ha autorizzato ugualmente il culto popolare che dal 1944 – data delle presunte apparizioni in località Ghiaie di Bonate – si è sviluppato. Più o meno come è accaduto anche a Medjugorie. Il Vaticano non crede alla storia delle apparizioni ma di fronte al fenomeno devozionale che nel frattempo si è sviluppato ha concesso il via libera.Il vescovo di Bergamo, monsignor Francesco Beschi, alcuni giorni fa ha annunciato, a conclusione della procedura della Santa Sede e sulla base delle sue indicazioni, di autorizzare il culto a «Maria Regina della Famiglia» presso la cappella parrocchiale alle Ghiaie di Bonate. Resta escluso ogni riferimento a messaggi, apparizioni e altri fenomeni di presunta natura soprannaturale, ribadendo il “non constat» circa le apparizioni del 1944«Senza nulla togliere alla ricchezza di una profonda esperienza spirituale, oggi come allora, non vi sono elementi sufficienti che possano attestare il carattere soprannaturale delle presunte apparizioni. Scorrono gli anni, i decenni e anche se qualcuno ha tentato di strumentalizzare la devozione del popolo di Dio, la grande maggioranza dei fedeli, compresa la stessa Adelaide, si è sempre affidata con fiducia alla saggezza della Chiesa vivendo una vera e feconda devozione mariana» ha scritto il vescovo di BergamoMa cosa accadde davvero nel 1944 nella piccola località Ghiaie del paese di Bonate Sopra? Adelaide Roncalli, una bimba di sette anni, disse di avere più volte visto la Madonna. Il paesino venne sconvolto e da allora iniziarono novene, processioni, presunti miracoli che da allora hanno portato nel bergamasco una folla impressionante di persone.Per la Chiesa non è facile autorizzare le apparizioni della Vergine.

I giovani vacillano nel buio

Cosa può fare Dio per noi, se noi non vogliamo convertirci, se noi non vogliamo avvicinarci nella preghiera, se noi vogliamo continuare a dormire? E così accade a tanti giovani che da un giorno all’altro si ritrovano morti in mezzo ad una strada e non hanno capito neppure il senso della loro esistenza. Questa è una grande colpa dei genitori, una grande colpa di cui si dovrà rendere conto a Dio.
Questi nostri giovani con cui viviamo, mangiamo, siamo veramente sicuri di conoscerli? Io credo di no, perché non si è capaci di capire cosa questi giovani pensano, cosa hanno nel cuore. Hanno dei principi, dei valori? Insomma, hanno dei sogni positivi nel cassetto? I giovani vacillano nel buio, il buio è la loro “luce”: le sette, l’occultismo è il loro cammino, la droga, la prostituzione, l’alcol sono gli strumenti della loro vita. Ma come facciamo a non accorgerci di un figlio che si droga? Come è possibile che un ragazzo che fuma più di 10 canne al giorno, quando torna a casa, una mamma non riconosca che quel figlio ha un volto strano?
I genitori hanno smesso di fare i genitori e hanno dato troppa libertà ai figli per paura di perdere la loro libertà, e la risposta delle giovani generazioni è il rifiuto. Si sono abituati ad una vita doppia, perché sono stati allontanati da Dio, perché nella famiglia li abbiamo educati