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Dalle ore 16.00 del 23 Febbraio in diverse regioni d'Italia è stata dichiarata la sopsensione delle S. Messe  "causa" Corona virus. Terribile e scioccante! Giorno e ora  in cui la Madonna è sempre apparsa a Manduria. Meditate gente, meditate.

Ecco il significato di quel simbolo sulla veste della Madonna a Manduria nonostante Giovanni Paolo II fosse già morto!

Un nuovo sacerdote su quattro in Europa proviene dalla Polonia


Secondo le ultime statistiche pubblicate su Deon.pl (15 febbraio), nel 2017 sono stati ordinati in Europa 1.272 sacerdoti, di cui 330 polacchi.

In tutto il mondo sono stati ordinati 5.800 sacerdoti nel 2017.

Nello stesso anno, 146 sacerdoti europei hanno lasciato il sacerdozio, di cui la metà, 73, erano polacchi.

Questa è la terra dove è apparsa Nostra Signora con il glorioso titolo di Vergine dell'Eucaristia

Eccola la Chiesa della misericordia, la Chiesa dei porti aperti e la Chiesa in uscita. Così aperta, misericordiosa e in uscita che ai cardinali scomodi sono riservate Messe clandestine. Accade a Ostuni, in Puglia così come accade in Cina, il Paese dove secondo il cancelliere vaticano, Sorondo, si applica la Dottrina sociale della Chiesa.
È un segnale inquietante quello che ci offrono le cronache brindisine di queste ore e che riguarda il cardinal Leo Burke, che è stato gentilmente messo alla porta con quel fare così sordido e umiliante di cui solo il clericalismo dominante è capace.
«Il cardinale conservatore non è gradito dai sacerdoti», titolava ieri il Quotidiano di Puglia. Catenaccio: Annullata la messa fissata in Cattedrale dell’alto prelato americano. I parroci avrebbero espresso imbarazzo dopo la posizione contro Papa Francesco.
Per inciso: quale sarebbe la posizione contro Papa Francesco espressa da Burke? Ormai non sa più come dirlo neanche lui, tra la commozione e il tremore, che tutto quello che fa, dice e offre per la Chiesa è proprio in ossequio e rispetto prima di tutto al Papa, perché la verità comporta anche il dire le cose chiaramente. Ma per certi scrivani di provincia, imbeccati a scrivere castronerie da solerti
preti del dialogo, questi concetti sono arabo.
Dunque, che cosa c’è di vero nella tesi dell’articolo? Molto, ma non tutto. Alcune informazioni non sono state dette, forse perché il giornalista si è affidato soltanto ad un’unica fonte, sicuramente di curia, che lo ha “armato”. Sicuramente è vero che Burke non era gradito in diocesi di Brindisi, precisamente ad Ostuni dove ieri avrebbe dovuto celebrare una Messa in forma straordinaria nella concattedrale cittadina. Ma non da tutto il consiglio presbiterale, bensì a quei, al massimo due o tre, sacerdoti che sono sempre in grado, partendo da una posizione di minoranza, di accendere il cerino e far divampare l’incendio.
E sicuramente è vero il fatto che qualche prete è intervenuto per stoppare quella celebrazione.
Ma quello che i giornali locali non hanno scritto è che la decisione di sospendere la Messa, non di annullarla, è partita proprio dallo stesso Burke. Come ha potuto ricostruire la Nuova BQ da fonti molto vicine al cardinale statunitense. È stato Burke che ha deciso di cancellare quell’incontro nella Città bianca del Salento organizzato su invito di alcuni imprenditori locali. Il motivo? Il parroco del Duomo, dopo aver concesso l’uso della chiesa, ha comunicato la condizione sine qua non di far svolgere la Messa in latino al cardinale in forma privata. Significa che avrebbero potuto partecipare soltanto gli organizzatori. Vale a dire una Messa a porte chiuse. O se volete una Messa clandestina. A quel punto Burke si è chiamato fuori.
Nel concitato sottobosco di telefonate e movimenti curiali infatti, si è scatenato il panico quando si è saputo dell’arrivo di Burke e che il porporato avrebbe per di più celebrato Messa in forma straordinaria. La “temutissima” e “pericolosa” Messa in latino, la stessa che il vescovo locale Domenico Caliandro ha in grande fastidio, opponendosi con tutte le forze alla Tradizione e ai movimenti locali che vorrebbero celebrare la Messa secondo il motu proprio Summorum Pontificum. Così il parroco ha opposto il suo veto, certo della benedizione dagli uffici del palazzo episcopale. Veto che però Burke, il quale non è affetto né da lebbra né da Coronavirus ha deciso di non accettare.
Negli uffici della Curia si è tentato di giustificare il tentativo di stop con la mancata richiesta ufficiale al vescovo del cosiddetto nihil obstat. Quando un vescovo arriva in una Diocesi, è consuetudine non vincolante che alla segreteria dell’Ordinario arrivi una richiesta o una comunicazione dell’arrivo del prelato. Questo non è avvenuto e la cosa, da imputare all’inesperienza di cose “clericali” degli organizzatori, ma superabile con un po’ di buona volontà, è diventata il chiavistello per architettare il blocco al cardinale. Va anche detto però che questo non vale per i cardinali i quali sono completamente esenti da questa norma, anche se sarebbe comunque sempre buona prassi tra fratelli nell'episcopati parlarsi.
Ma di fronte al blocco,  Burke ha saputo rispondere scuotendo evangelicamente la polvere dai calzari. Per non continuare ad alimentare polemiche in un luogo dove non era gradito, visto il trattamento che gli sarebbe stato riservato. Non avrebbe mai immaginato che il giorno dopo il giornali avrebbero dipinto il suo rifiuto come una vittoria dei preti che lo hanno di fatto stoppato.
L’episodio getta una luce sinistra su un modo sempre più politico di gestire le cose di Chiesa. Il cardinale Leo Burke non è impedito canonicamente, gira il mondo per conferenze, momenti di spiritualità, celebra Messe, fa attività pastorali, guida momenti di preghiera tra gli Stati Uniti, dove è stato recentemente per la March for Life, e l’Italia. È stato anche ospite recentemente proprio della giornata della Nuova BQ. Ma l’idea che un prete, supportato certamente da un vescovo, possa chiudergli le porte, è indice di quanto grave sia diventata la situazione non solo della Chiesa, ma anche la libertà limitata alla quale sono ormai sottoposti quegli uomini di Chiesa che il mainstream non gradisce perché considerati nemici. E’ questa la comunione che si vuole imporre a forza di dialogo? Sono questi i pastori con l'odore delle pecore e il coltello tra i denti?
Nel frattempo però, il vescovo di Brindisi-Ostuni domani aprirà le porte della chiesa di San Luigi Gonzaga ai Valdesi per parlare di immigrazione. Evento pubblico ovviamente, e caldamente consigliato a tutti i fedeli.
Eccola la Chiesa della misericordia, la Chiesa dei porti aperti e la Chiesa in uscita. Così aperta, misericordiosa e in uscita che ai cardinali scomodi sono riservate Messe clandestine. Accade a Ostuni, in Puglia così come accade in Cina, il Paese dove secondo il cancelliere vaticano, Sorondo, si applica la Dottrina sociale della Chiesa.
È un segnale inquietante quello che ci offrono le cronache brindisine di queste ore e che riguarda il cardinal Leo Burke, che è stato gentilmente messo alla porta con quel fare così sordido e umiliante di cui solo il clericalismo dominante è capace.
«Il cardinale conservatore non è gradito dai sacerdoti», titolava ieri il Quotidiano di Puglia. Catenaccio: Annullata la messa fissata in Cattedrale dell’alto prelato americano. I parroci avrebbero espresso imbarazzo dopo la posizione contro Papa Francesco.
Per inciso: quale sarebbe la posizione contro Papa Francesco espressa da Burke? Ormai non sa più come dirlo neanche lui, tra la commozione e il tremore, che tutto quello che fa, dice e offre per la Chiesa è proprio in ossequio e rispetto prima di tutto al Papa, perché la verità comporta anche il dire le cose chiaramente. Ma per certi scrivani di provincia, imbeccati a scrivere castronerie da solerti preti del dialogo, questi concetti sono arabo.
Dunque, che cosa c’è di vero nella tesi dell’articolo? Molto, ma non tutto. Alcune informazioni non sono state dette, forse perché il giornalista si è affidato soltanto ad un’unica fonte, sicuramente di curia, che lo ha “armato”. Sicuramente è vero che Burke non era gradito in diocesi di Brindisi, precisamente ad Ostuni dove ieri avrebbe dovuto celebrare una Messa in forma straordinaria nella concattedrale cittadina. Ma non da tutto il consiglio presbiterale, bensì a quei, al massimo due o tre, sacerdoti che sono sempre in grado, partendo da una posizione di minoranza, di accendere il cerino e far divampare l’incendio.
E sicuramente è vero il fatto che qualche prete è intervenuto per stoppare quella celebrazione.
Ma quello che i giornali locali non hanno scritto è che la decisione di sospendere la Messa, non di annullarla, è partita proprio dallo stesso Burke. Come ha potuto ricostruire la Nuova BQ da fonti molto vicine al cardinale statunitense. È stato Burke che ha deciso di cancellare quell’incontro nella Città bianca del Salento organizzato su invito di alcuni imprenditori locali. Il motivo? Il parroco del Duomo, dopo aver concesso l’uso della chiesa, ha comunicato la condizione sine qua non di far svolgere la Messa in latino al cardinale in forma privata. Significa che avrebbero potuto partecipare soltanto gli organizzatori. Vale a dire una Messa a porte chiuse. O se volete una Messa clandestina. A quel punto Burke si è chiamato fuori.
Nel concitato sottobosco di telefonate e movimenti curiali infatti, si è scatenato il panico quando si è saputo dell’arrivo di Burke e che il porporato avrebbe per di più celebrato Messa in forma straordinaria. La “temutissima” e “pericolosa” Messa in latino, la stessa che il vescovo locale Domenico Caliandro ha in grande fastidio, opponendosi con tutte le forze alla Tradizione e ai movimenti locali che vorrebbero celebrare la Messa secondo il motu proprio Summorum Pontificum. Così il parroco ha opposto il suo veto, certo della benedizione dagli uffici del palazzo episcopale. Veto che però Burke, il quale non è affetto né da lebbra né da Coronavirus ha deciso di non accettare.
Negli uffici della Curia si è tentato di giustificare il tentativo di stop con la mancata richiesta ufficiale al vescovo del cosiddetto nihil obstat. Quando un vescovo arriva in una Diocesi, è consuetudine non vincolante che alla segreteria dell’Ordinario arrivi una richiesta o una comunicazione dell’arrivo del prelato. Questo non è avvenuto e la cosa, da imputare all’inesperienza di cose “clericali” degli organizzatori, ma superabile con un po’ di buona volontà, è diventata il chiavistello per architettare il blocco al cardinale. Va anche detto però che questo non vale per i cardinali i quali sono completamente esenti da questa norma, anche se sarebbe comunque sempre buona prassi tra fratelli nell'episcopati parlarsi.
Ma di fronte al blocco,  Burke ha saputo rispondere scuotendo evangelicamente la polvere dai calzari. Per non continuare ad alimentare polemiche in un luogo dove non era gradito, visto il trattamento che gli sarebbe stato riservato. Non avrebbe mai immaginato che il giorno dopo il giornali avrebbero dipinto il suo rifiuto come una vittoria dei preti che lo hanno di fatto stoppato.
L’episodio getta una luce sinistra su un modo sempre più politico di gestire le cose di Chiesa. Il cardinale Leo Burke non è impedito canonicamente, gira il mondo per conferenze, momenti di spiritualità, celebra Messe, fa attività pastorali, guida momenti di preghiera tra gli Stati Uniti, dove è stato recentemente per la March for Life, e l’Italia. È stato anche ospite recentemente proprio della giornata della Nuova BQ. Ma l’idea che un prete, supportato certamente da un vescovo, possa chiudergli le porte, è indice di quanto grave sia diventata la situazione non solo della Chiesa, ma anche la libertà limitata alla quale sono ormai sottoposti quegli uomini di Chiesa che il mainstream non gradisce perché considerati nemici. E’ questa la comunione che si vuole imporre a forza di dialogo? Sono questi i pastori con l'odore delle pecore e il coltello tra i denti?
Nel frattempo però, il vescovo di Brindisi-Ostuni domani aprirà le porte della chiesa di San Luigi Gonzaga ai Valdesi per parlare di immigrazione. Evento pubblico ovviamente, e caldamente consigliato a tutti i fedeli.

Allora Manduria ha il suo fondamento con la rivelazione dellla Vergine dell'Eucaristia!

Arcivescovo vieta Comunione sulla mano

L'arcivescovo di Kampala (Uganda), Cyprian Kizito Lwanga, 67, ha pubblicato il 1° febbraio un decreto che proibisce di ricevere la Santa Comunione sulla mano (sotto).

I sacerdoti potranno solo distribuire la Santa Comunione sulla lingua. Il decreto avverte anche i ministri straordinari laici.

Kizito ha proibito anche di celebrare la Santa Messa in luoghi profani, come le case.

L'arcivescovo ha ulteriormente confermato che chi convive illecitamente con un compagno e chi persiste in qualunque peccato grave e manifesto non può essere ammesso alla Comunione.

Il decreto è stato preceduto da un incontro ad alto livello con il clero nella cattedrale di Kampala e intende "eliminare gli abusi nella vita liturgica della Chiesa".

Foto: © Mazur, CC BY-NC-SA, #newsZcpgebvwiu


Obbedienza e resistenza nella storia e nella dottrina della Chiesa

Quando san Tommaso pone la questione “se i sudditi sono tenuti a ubbidire in tutto ai loro superiori”, la sua risposta è negativa. I motivi per cui un suddito può non essere tenuto a ubbidire in tutto al proprio superiore, spiega il Dottore Angelico, sono due. Eccoli.
del prof. Roberto de Mattei (18-05-2018)
Parlare di resistenza nella storia e nella dottrina cattolica non significa in alcun modo fare l’apologia della disobbedienza e della ribellione. Al contrario io farò l’apologia dell’obbedienza. E’ dalla virtù dell’obbedienza, non dalla disobbedienza, che discende la liceità della resistenza cattolica alle autorità familiari, politiche e religiose, quando esse violano la legge divina e naturale.
Questa premessa è necessaria, perché dobbiamo evitare il pericolo di assumere un atteggiamento psicologico di contestazione verso l’autorità, che non ha nulla a che fare con la fede e con la morale cattolica.
La virtù morale dell’obbedienza
Quando si parla di obbedienza si pensa generalmente al voto che fanno i religiosi, il voto più difficile da mantenere e quindi il più perfetto dei tre, perché sacrifica quello che è più importante, la propria volontà. Ma l’obbedienza, prima di essere un voto, è una virtù morale. San Tommaso definisce l’obbedienza come la virtù morale che rende la volontà pronta ad eseguire i precetti dei superiori. Ubbidendo ai legittimi superiori, noi ubbidiamo a Dio, perché ogni potestà viene da lui (Rom. 13, 1). L’obbedienza, dunque, come tutte le virtù, ha un fondamento divino e non umano.
La virtù morale dell’obbedienza discende dal Decalogo. Il quarto comandamento ci dice: onora il padre e la madre. La famiglia è il primo luogo in cui l’essere umano impara il valore dell’obbedienza. Il quarto comandamento contiene il dovere di ubbidire non solo ai propri genitori, ma ad ogni autorità, in quanto espressione della Volontà di Dio che, come spiega san Tommaso, è la prima regola dell’ordine per tutte le volontà create.
MAGNIFICAT DI MARIA E DELLA CHIESA

Nell’ Eucaristia la Chiesa si unisce pienamente a Cristo e al suo sacrificio, facendo suo lo spirito di Maria. Questa verità si può capire più profondamente ritornando a leggere il Magnificat in una prospettiva eucaristica. L’Eucaristia, come il Cantico di Maria, è prima di tutto lode e azione di grazie. Quando Maria esclama: “L’ anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio mio Salvatore”, porta Gesù nel suo ventre. Loda il Padre “per” Gesù, ma nello stesso tempo lo loda “in “ Gesù e “con” Gesù. Questa è precisamente la vera “attitudine eucaristica”.
Nello stesso tempo, Maria ricorda le meraviglie compiute da Dio nella storia della salvezza, come compimento della promessa fatta ai nostri padri (cf. Lc 1:55), annunciando quella che le supera tutte: l’Incarnazione redentrice. In ultimo, il Magnificat riflette la tensione escatologica –“già e non ancora”- dell’Eucaristia. Ogni volta che il Figlio di Dio viene di nuovo a noi nella “povertà” dei segni sacramentali del pane e del vino, i semi della nuova storia – da dove i potenti sono “rovesciati dai loro troni” e “gli umili innalzati” (cf. Lc 1:52) – si radica nel mondo . Maria canta il “cielo nuovo” e la “terra nuova” che nell’Eucaristia ha la sua anticipazione e in un certo senso il suo programma e piano. Il Magnificat esprime la spiritualità di Maria e non c’è nulla di più grande che questa spiritualità per aiutarci a vivere il mistero dell’ Eucaristia. L’Eucaristia è stata a noi data affinché la nostra vita, come quella di Maria, sia tutta un Magnificat!
IL SUO SACRIFICIO E LA COMUNIONE SPIRITUALE
Maria, con tutta la sua vita unita a Cristo e non solamente nel Calvario, fece sua la dimensione sacrificale dell’Eucaristia. Quando portò l’appena nato Gesù bambino al tempio di Gerusalemme “per presentarLo al Signore” (Lc 2:22), sentì annunciare dall’anziano Simeone che il bambino sarebbe stato un “segno di contraddizione” e anche che una spada le avrebbe trafitto la sua anima (Lc 2:34-35). La tragedia della crocifissione di suo Figlio le fu predetta e in un certo senso lo Stabat Mater di Maria ai piedi della Croce, era anticipato. Preparandosi giorno dopo giorno al Calvario, Maria vive una specie di “Eucaristia anticipata” – si potrebbe parlare di “comunione spirituale” – di desiderio e offerta, che culminerà nell’unione con suo Figlio nella sua passione e si manifesterà dopo la Pasqua, nella sua partecipazione all’Eucaristia, che gli Apostoli celebravano come memoriale della passione.
Una domanda che sorge è: Cosa avrà sentito Maria all’udire dalla bocca di Pietro, Giovanni, Giacomo e gli altri Apostoli, le parole pronunciate nell’ultima cena: “Questo è il mio Corpo che è dato per voi” (Lc 22, 19) ? Quel corpo dato come sacrificio e presente nei segni sacramentali, era lo stesso corpo che aveva concepito nel suo seno! Per Maria, ricevendo l’Eucaristia doveva voler dire accogliere di nuovo nel suo seno il cuore che aveva palpitato all’unisono con il suo e rivivere ciò che aveva sperimentato ai piedi della Croce.
EUCARISTIA E L’ INCARNAZIONE

L’Eucaristia, mentre rimanda alla passione e resurrezione, risulta essere anche continuità dell’Incarnazione. Nell’Eucaristia, abbiamo lo stesso corpo nato da Maria Vergine. Ciò che abbiamo nell’Eucaristia è ciò che Nostro Signore ricevette da Maria, la Carne e il Sangue, vale a dire la nostra stessa umanità. Questo è l’aspetto che si percepisce subito di questa “relazione profonda” fra la Vergine e il mistero eucaristico, tradizionalmente contemplato a partire dall’antichità. Di fatto, nell’Annunciazione, Maria concepì il Figlio di Dio nella realtà fisica del corpo e del sangue, anticipando così ciò che in un certo modo si realizza sacramentalmente in ogni credente che riceve, nel segno del pane e del vino, il corpo e il sangue del Signore.
Pertanto, non sorprende che sant’ Agostino abbia creato l’espressione “la carne di Cristo è la carne di Maria”. Questo è ciò che san Tommaso d’Aquino scrive negli inni del Corpus Domini , “questo corpo nato da un ventre generoso”.
Maria anticipò, nel mistero dell’Incarnazione, la fede eucaristica della Chiesa. Quando , nella Visitazione, porta nel suo seno il Verbo fatto carne –essendo questa la prima processione del Corpus Christi della storia- Ella si fa in qualche modo “tabernacolo” – “il primo tabernacolo” anche nella storia – dove il Figlio di Dio, ancora invisibile agli occhi degli uomini, permise di essere adorato da Elisabetta, quasi irradiando la sua Luce attraverso gli occhi e la voce di Maria.
Il Beato Giovanni Paolo II, meditando la nascita del Signore dice nell’Ecclesia de Eucharistia (n. 55): “E lo sguardo rapito di Maria nel contemplare il volto di Cristo appena nato e nello stringerlo tra le sue braccia, non è forse l’inarrivabile modello di amore a cui deve ispirarsi ogni nostra comunione eucaristica?”
LA FEDE EUCARISTICA
Potremmo dire ciò che per noi è soprannaturale era connaturale alla Vergine. Era l’Immacolata Concezione, senza peccato originale e nemmeno peccati veniali. Era la pienezza della grazia. Pertanto Ella possiede una “pienezza di fede” che viene dalla pienezza della grazia. Di conseguenza, nessun’altra creatura ha potuto avere un riconoscimento così grande ed una comprensione del mistero eucaristico come Lei. Inoltre aveva ragioni eccezionali che rafforzavano la sua fede, come quella di aver sperimentato in se stessa la concezione verginale del figlio di Dio. Tuttavia “se Dio esaltò sua Madre è ugualmente certo che durante la sua vita terrena non la libererà dall’esperienza del dolore o dalla fatica o dalle prove di fede”. Dobbiamo ammettere che la fede della Vergine fu severamente provata nel vedere la terribile morte di suo Figlio, Lei soffrì la più grande e severa prova “nella storia dell’umanità” e da questa prova ne uscì completamente vittoriosa. In un certo modo, Maria ha praticato la sua fede eucaristica prima dell’istituzione dell’Eucaristia, per il fatto stesso di aver offerto il suo seno verginale per l’incarnazione del Verbo di Dio.
“Beata colei che ha creduto” (Lc 1:45). C’è un’analogia profonda fra il fiat pronunciato da Maria in risposta all’angelo e l’ amen che ogni fedele pronuncia quando riceve il corpo del Signore. A Maria si chiese di credere che Colui che lei concepì “per opera dello Spirito Santo” era “il Figlio di Dio” (Lc 1:30-35). Conformemente alla fede della Vergine, nel mistero eucaristico ci viene chiesto di credere che lo stesso Gesù Cristo, Figlio di Dio e Figlio di Maria, si fa presente nella sua piena umanità e divinità sotto le specie del pane e del vino.

Relazione tra Maria e l'Eucaristia

La Santissima Vergine Maria è stata – come Giovanni Paolo II lo disse in Ecclesia de Eucharistia – in tutta la sua vita la “donna eucaristica”. La Chiesa, prendendo Maria come modello, è chiamata anche a imitarla nella sua relazione con questo santissimo Mistero. Imitare, soprattutto, la sua fede e il suo amore, nell’annunciazione e nella Visita a Elisabetta, e in ciò che Maria è realmente: il tabernacolo vivente di Cristo (cf. Ecclesia de Eucharistia, n. 55), nel Calvario (cf. Ecclesia de Eucharistia n. 56-57) e oltre, nel ricevere la Santa Comunione dalle mani degli Apostoli (cf. Ecclesia de Eucharistia n. 56). Una fede e un amore che, come nel Magnificat, trabocca di lode e azione di grazie (cf. Ecclesia de Eucharistia n. 58). E’ una gran ricchezza di tonalità in questa chiamata ad imitare Maria, “donna eucaristica”, che la teologia ha visto particolarmente nel contesto di vita spirituale. La vera relazione tra Maria e l’Eucaristia non è solo storia, né semplicemente una relazione esemplare fra Maria e i Cristiani davanti all’Eucaristia. No, è anche e soprattutto in un certo modo una presenza reale della Madre, quando il sacrificio del Figlio si fa sacramentalmente presente. Giovanni Paolo II lo spiegò con chiare parole : “Nel “memoriale” del Calvario è presente tutto ciò che Cristo ha fatto con sua Madre a beneficio nostro”. (Ecclesia de Eucharistia n. 57). Ecco tua Madre!
Naturalmente la presenza di Nostra Signora è differente alla presenza sostanziale di Cristo nell’Eucaristia. Maria è presente con la Chiesa e come Madre della Chiesa in ogni nostra celebrazione eucaristica. In questo sacrificio, Maria, la prima redenta, la Madre della Chiesa, prese parte attiva. Lei rimase con il Crocifisso, soffrendo profondamente con suo Figlio, con cuore materno si unì al suo sacrificio, consentendo amorevolmente all’immolazione. Lei lo offrì e si offrì al Padre. Tuttavia, è importante far constatare la completezza del sacrificio di Cristo, perché al sacrificio non manca nulla, e perciò non poteva e non può essere “completato” da nessun altro sacrificio, nemmeno dalla sua Santissima Madre.
D’altronde, fermo restando che il sacrificio della Croce implica la mediazione di Cristo, cioè l’unico mediatore fra Dio e l’uomo (cf 1 Tom 2,5), senza dubbio possiamo considerare che anche Maria ha la sua propria mediazione per essere unita al sacrificio di suo Figlio. Nello stesso tempo, c’è da dire che questa mediazione mariana è essenzialmente una mediazione partecipata. In ultimo, citando il beato Giovanni Paolo II, potremmo dire anche che “contemplando la Vergine, assunta nel corpo e anima in cielo, vediamo che si aprono davanti a noi i “cieli nuovi” e “la terra nuova”, che apparirà nella seconda venuta di Cristo”.

Un apostolato mariano di tutto rispetto

Volevo anzitutto ringraziarvi per il materiale : avete fatto davvero un bel lavoro di squadra, nel riuscire a proporre tutto questo materiale di apostolato: davvero bravi!! Tutti quanti noi, fratelli in Cristo, ci reputiamo unanimemente indegni e "servi inutili" ma la grazia santificante opera in noi, sopperendo alle nostre mancanze e imperfezioni, rendendoci preziosi agli occhi della nostra Madre Celeste e del nostro Redentore Gesù Cristo......
Ho avuto modo di conoscere Debora in un video su YouTube, e dalle sue parole e dai contenuti, ho riconosciuto subito la presenza di Dio in lei e l'azione potente dello Spirito Santo...... la gente capirà la sua missione, verrà illuminata dallo Spirito Santo nella seconda Pentecoste, e i cuori delle persone muteranno e comprenderanno spiritualmente l'azione redentrice di Dio sull'umanità.....
Forza e coraggio sorella cara, non sarai mai sola, poiché le preghiere dei figli fedeli a Gesù e Maria, ci uniranno in un unico e meraviglioso fiume di anime oranti sotto l'influsso dello Spirito Santo, nella comunione dei Santi......Questo terzo millennio è l'Era dello Spirito......
Che la benedizione del Signore scenda su di voi, sulle vostre famiglie e sulle persone che portate nel vostro cuore e nelle vostre preghiere!!
Grazie per aver risposto alla chiamata dei Santissimi Cuori di Gesù e Maria....
Con fraterno affetto
Vincenzo

MANDURIA: LA MERAVIGLIA DI UN DIO CHE PIANGE!


La sera del 23 dicembre 2019, come ogni anno, nel giardino della Celeste Verdura, si ripercorre la nascita di Gesù nel ricordo dell’anniversario dell’Apparizione della Madonna. In questa occasione i pellegrini, coloro i quali convengono, si ritrovano all’esterno della grotta dove è preparato un fuoco che ricorda chiaramente l’intervento di Dio attraverso la Divina nascita .
Anche questa volta Gesù Bambino viene portato in processione. Le voci unanimemente innalzano al cielo un’accorata preghiera:
Caro Gesù in questo anno 2019 ti deponiamo nel deserto del nostro cuore, nella povertà di questo mondo che brancola nel buio e non trova la pace. Sempre più rumori di guerre, sempre più il grido sprezzante dell’odio. Signore, la sofferenza dilaga nelle famiglie e nelle nazioni! Il mondo è stanco, la storia è satura Signore; il carico di questi due secoli hanno rivelato unicamente che sei Tu unico Salvatore, Colui che vive per sempre.
Ti vogliamo portare, Signore, tutti i popoli martoriati, tutti quelli in procinto di entrare in nuovi conflitti. Ma ti vogliamo portare, Gesù, anche le angosce di una Chiesa che soffre, di una Chiesa che è caduta in basso…

IL DIVINO BAMBINO SEMBRA VERO…

Abbiamo ripudiato Te, Colui che ci ha dato vita e che continuerà a darci guarigione e siamo rimasti nelle tenebre da soli. Il Pastore nostro Buono non era venuto per vergarci ma per darci, con il Suo mantello, tutta la Sua Misericordia, il Suo perdono, la tenerezza.


Ma Tu ancora sei disposto a salvarci ,non solo con la liturgia della Chiesa ma anche con le Apparizioni di nostra Madre, con i miracoli, con il Suo ritorno nella Gloria che tutti dobbiamo preparare unendo a questo grande evento meraviglioso i nostri sacrifici e se occorre anche la nostra vita…”
Una volta deposto nella piccola mangiatoia della grotta, all’esterno della cappella del giardino benedetto di Maria, durante la preghiera la statua di Gesù Bambino viene sollevato ed è in questo momento che si verifica una dolcissima realtà: LA MERAVIGLIA DI UN DIO CHE PIANGE.
Gesù manifesta, attraverso il Suo Olio benedetto, la Sua costante Presenza accanto a noi. Ci mostra come nonostante il mondo sia convulso e pericoloso, pieno di tormenti, Egli ci è vicino ed è vicino soprattutto a coloro che hanno lasciato tutto per essere lì, per pregare, per riparare, secondo quello che la Madonna ha detto a tutti quanti attraverso i Messaggi.
Un evento questo che certamente è già accaduto in passato ma non può non commuovere e non intenerire  i presenti : un sacerdote eremita, alcune consacrate e una cinquantina di persone che hanno assistito all’avvenimento.
Una ragazza anche Ella presente all’evento ha così dichiarato: “Il momento in cui mi sono accorta della lacrima di Gesù Bambino è stato quando è stato sollevato e posto davanti a noi per adorarLo. Lì il Suo dolce viso si è come illuminato ed il Suo occhio destro si è fatto  lucido (da quell’occhio scendevano una goccioline di Olio). La Sua espressione celestiale sembrava sorridere ad ognuno di noi. Davanti a tutto ciò il mio cuore si è come aperto ancor di più per far posto al Re che nasce, nella commozione, nella gioia e nel fremito che solo la Grazia sa donare, non potevo non chinare il capo e le ginocchia per lasciarmi accarezzare l’animo da questo balsamo, dalla Sua tenerezza, dalla Sua Grazia”.
Una volta riportato nella cappellina, ai piedi della veneranda statua della Vergine dell’Eucaristia e deposto in un piccolo sgabello come fosse la mangiatoia, in rievocazione dei fatti storici della nascita Sua, Gesù Bambino ha lasciato scorrere ancora qualche goccia del Suo Olio Benedetto.
Cosa dire? È un piccolissimo segnale di amore compassionevole. Quanti hanno assistito hanno potuto fotografare l’evento e qualche malato, in quella circostanza, ha detto di aver sentito un fuoco particolarmente forte. Speriamo ci siano nuove guarigioni come accaduto in passato ed altre testimonianze che annoverano questa Apparizione come un carisma ancora vivo ed operante.
E come accade un po’ in altri luoghi a Medjugorje, etc dove il Cristo Crocifisso effonde il Suo Olio, Manduria continua a parlare attraverso questi segni che, nonostante la non presenza della veggente, dichiara di essere una realtà storica contemporanea tutt’altro che terminata e ancora da chiarire per quanto frettolosamente siano stati giudicati gli avvenimenti. Lasciamo che il Signore continui a trarre vantaggio da questa Sua Opera meravigliosa di grazia a Lode e Gloria del Suo Nome!
Dolce Gesù manda in queste notti una schiera di Angeli ed Arcangeli perché siamo aiutati nella lotta. Aiutaci Signore a cercarti con vero cuore, con vera e sincera fedeltà. Chiediamo a Gesù il dono dell’umiltà profonda. Ogni giorno può essere il 25 Dicembre per noi. Cerchiamo di chiedere a Gesù il dono di una fede vera, autentica, semplice che non abbia i sentori dell’apparire, che non cerca il consenso della gente.
Non perdiamo questo senso di fede che la Madonna ci ha insegnato a Manduria. Un giorno le cose cambieranno. La steppa rifiorirà e noi non ci saremo vergognati perché abbiamo seguito fino alla fine. Siamo rimasti fedeli…Amen!